Sulla medesima stella (Ita – Fr – Eng – Esp)


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marcellocomitini

Nigel Van Wiech, 1947

A C.S.

Quando da un indistinto spazio dell’universo
il dolore spalanca le sue ali e si getta
solitario come un’aquila sul mio cuore,
lo rapisce oltre le stelle. Più in basso
mi sono arreso. Vedo nel buio
il tuo volto di donna
che mi viene incontro e ti concedi
come il frutto dell’albero proibito.
Sbocciata come un fiore sul ramo fecondo,
cresciuta come pesca luminosa
senza scorza nuda ti offri.
Quando le mie mani ti colgono, le dita sentono
sulla tua pelle il canto delle foglie
e il sapore della musica.
Ma dove nascondi il tuo dolore?
Il ramo su cui poggi la testa si è inaridito
ti fa amara la vita e invoca per sé la morte.
La sua memoria smarrita ti forza
a volgere gli occhi all’indietro dove la vita
era come una fiaccola viva.
Chiusa nel malessere dell’universo
eccoti adesso
accanto a me…

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